lunedì 22 luglio 2019

Etimologia



La pronuncia italiana che più si avvicina alla parola giapponese è "karatè", ma senza marcare l'accento, pronunciato in maniera quasi neutra, con un lieve peso maggiore sulla sillaba finale "te", infatti mentre la grammatica italiana accenta le parole tronche in vocale (ad esempio vicerè), la lingua giapponese non ha accenti e ogni sillaba nella pronuncia ha lo stesso peso.
Il termine risale all'epoca in cui il Maestro Gichin Funakoshi portò da Okinawa a Tokyo l'antica arte da combattimento dell'isola, che fino ad allora veniva genericamente denominata "To-de", ossia "Mano della Cina", a testimonianza dell'origine di tale disciplina.
Il termine "To-de" fu in seguito modificato nella grafia e nell'ideogramma dallo stesso Funakoshi, divenendo kara-te, e cambiando il significato della parola "kara" da quello di "Cina" a quello di "vuoto", mentre mantenne "te" il significato di mano. Da allora il termine  karate fu identificato come "l'arte della mano vuota".

Nessun commento:

Posta un commento