giovedì 25 luglio 2019

Come si diventa maestri di karate

Non è sufficiente indossare una semplice cintura nera per poter insegnare e tenere corsi di karate per bambini ed adulti nei centri sportivi, infatti la cintura nera non abilita automaticamente all'insegnamento e, per poter svolgere mansioni all'interno delle ASD, c'è l'obbligo di avere un diploma legalmente riconosciuto per la disciplina. Gradi e qualifiche tecniche sono due cose ben distinte: un praticante può scegliere di proseguire nei Dan e nello studio delle Arti Marziali, senza acquisire nessun livello di insegnamento, mentre le diverse qualifiche tecniche prevedono conoscenze specifiche diverse.
La FESIK ( Federazione Sportiva Italiana karate) affida l'insegnamento della disciplina ad Allenatori, Istruttori, Maestri, la cui formazione è regolamentata dall'Ente del CSEN Nazionale, ed ai Docenti Federali. 
Al termine dei corsi, superati i relativi esami teorico-pratici, saranno rilasciati: il diploma nazionale ed il tesserino tecnico con la qualifica acquisita. In caso di esito negativo, si ha la possibilità di ripetere un'altra volta gratuitamente l'esame.
  • Il requisito minimo per essere abilitati all'insegnamento è la qualifica di ALLENATORE. In alcune Federazioni, già le cinture marroni possono sostenere il brevetto di allenatore. Un Allenatore deve possedere nozioni di fisiologia, conoscenza dei principali gruppi muscolari e del lavoro muscolare, teoria dell'allenamento, pronto soccorso e Rianimazione Cardio-Polmonare, nozioni di psicologia e pedagogia, con particolare riferimento alla fascia preagonistica; preparazione atletica generale della disciplina. Secondo la legge, un Allenatore può assumere la direzione tecnica di una palestra, occuparsi della preparazione atletica della fascia preagonistica e può essere delegato, sotto la responsabilità del proprio Maestro, a tenere dei corsi all'interno dello stesso dojo o in altri centri. Può lavorare in autonomia, senza discostarsi dalle direttive del Sensei, o trovarsi nel dojo contestualmente al Maestro e, se chiamato da lui, aiutare nello svolgimento della lezione, infatti, come ogni allievo che si rispetti, l'Allenatore deve affidarsi al proprio Maestro. In genere nessun allenatore opera in modo indipendente, ma è preposto ad aiutare i tecnici della propria scuola e a non avere corsi autonomi, in quanto il suo bagaglio tecnico, da trasferire agli atleti, potrebbe essere sufficiente per i principianti, ma inadeguato per i gradi alti e persone con esperienza.
  • La specializzazione oltre l'Allenatore è la qualifica di ISTRUTTORE, che possiede le stesse conoscenze dell'Allenatore, ma in più ha responsabilità penali e civili, ha frequentato corsi di metodologia d'insegnamento dell'Arte Marziale, metodologia dell'allenamento, medicina per le arti marziali. L'Istruttore  può dirsi autonomo, anche se fa sempre capo ad un Maestro, inizia a gestire un gruppo ed ad avere un ruolo da leader e non può permettersi di commettere errori didattici o impostazioni errate delle lezioni: un vero Istruttore è colui che si rende conto dell'impegno che si è assunto e da il massimo nell'insegnamento. L'allievo potrebbe chiamarlo "Maestro", ma, per quanto sia una figura di altissimo valore tecnico, di fatto non lo è ancora.
  • Dopo diversi anni di pratica, è possibile essere candidati alla qualifica di Maestro. Se un Allenatore o un Istruttore si candidano spontaneamente, per la qualifica di Maestro è necessaria l'approvazione del Caposcuola o della Federazione di appartenenza che, valutando i meriti ed i pregi del praticante, deciderà quando la pianta è abbastanza matura per dare frutti a tutti, in pratica non si può scegliere di diventare Maestro di un'Arte. Il Maestro ha le stesse conoscenze della qualifica di Istruttore, in più: progressione didattica dell'arte marziale, preparazione tecnica e tattica per l'attività agonistica, metodologia d'insegnamento del combattimento, può fare programmi di allenamento e deve possedere le qualità per la gestione di lezioni e di stage. Il Maestro può essere responsabile tecnico di più palestre e può tenere sotto la propria guida allenatori ed istruttori. Il ruolo di un Maestro nel dojo non è come quello di un coach o di un mister di una squadra di calcio: un Maestro si allena sempre e comunque; può parlare a lungo di una tecnica o di uno schema di combattimento, ma poi deve mostrare l'esecuzione per permettere all'allievo di costruirsi un modello ideale di movimento. Invecchiando, deve adattare l'allenamento al suo eventuale calo fisico, nella ricerca continua di un miglioramento tecnico, in modo da rappresentare per i suoi allievi, la meta da raggiungere, un esempio da seguire quando esegue una tecnica o un altro movimento. La qualifica di Maestro di karate è la più alta personalità tecnica e deve sfruttare la differenza di livello tecnico per motivare e far capire agli allievi che possono continuare a crescere e che lui è un mezzo per poterlo fare. Deve conoscere tutti gli aspetti anche minimamente correlati al karate e possedere speciali caratteristiche didattiche, tecniche e dirigenziali, unite ad una speciale personalità.
  • Infine c'è la figura del Docente Federale, che ricopre un ruolo di altissimo prestigio all'interno della Federazione e oltre a far parte delle commissioni di esame, svolge ruoli di docenza negli stage, sia a livello regionale che nazionale. Tale qualifica può essere conferita dal Consiglio Federale per meriti sia in ambito agonistico che nell'attività sportiva. il Docente Federale deve conoscere bene tutti i programmi d'esame, tutti i kata dello stile che pratica e tutti gli aspetti del kumite, in modo da poter rispondere alle esigenze tecniche di ognuno ed essere sempre all'altezza di ogni situazione. Non può permettersi uno scarso allenamento e solo con un impegno costante ed adeguate capacità tecniche ed atletiche, può continuare a dimostrare di essere un riferimento valido.

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